7. La Legge del Contatto

da “Le 7 leggi del buon Genitore in Evoluzione

Un figlio che si sente compreso, non giudicato, accettato per come è, dà il meglio di sé.

Di cosa ha veramente, profondamente ed essenzialmente bisogno nostro figlio oltre a ciò che gli è necessario per sopravvivere?

Tutti noi lo sappiamo, lo sappiamo bene, perché siamo stati bambini. Non dobbiamo fare altro che ricollegarci al nostro bambino interiore, cioè il bambino che siamo stati in passato, e continua a vivere dentro di noi.

Cosa abbiamo desiderato dai nostri genitori e forse non abbiamo ricevuto? O cosa abbiamo ricevuto da loro che ci ha fatto sentire veramente amati? Perché, se è vero che ogni individuo è un mondo a sé ed ha bisogni diversi, è anche vero che ce ne sono alcuni che ci accomunano tutti come esseri umani: sentirci … visti, accettati, unici, di valore, meritevoli, sostenuti, degni, rispettati, compresi, ascoltati, protetti, importanti

Questo è ciò di cui ha bisogno nostro figlio, ed è ciò che più facilmente gli permetterà di dare il meglio di sé, di esprimere il suo potenziale più elevato.

Si tratta di ANDARE OLTRE, oltre la nostra esperienza personale, oltre le nostre credenze limitanti, oltre i ruoli che rivestiamo, oltre gli impegni quotidiani, oltre le aspettative … per stabilire un CON -TATTO profondo e autentico con i nostri figli.

Si tratta più di ESSERE più che di FARE, di empatizzare più che di capire, di ascoltare più che di dire. 

Per sentirci profondamente connessi con i nostri figli dobbiamo uscire dalla gabbia di un ruolo genitoriale, che ci può far sentire in diritto di prendere in mano il volante della vita dei nostri figli per dirigerli dove noi crediamo sia giusto per loro, che ci fa sentire più forti, intelligenti, saggi, solo perché genitori. 

I figli non sono “nostri”, come dice il poeta Khalil Gibran, ma figli della vita.

Connetterci con loro profondamente, con rispetto, con tatto, significa metterci sullo stesso piano come “persone”, come esseri Umani.

Questo permetterà loro di realizzare la migliore versione di sé. 

Buon lavoro, cari Genitori in Evoluzione!

Vi auguro dal cuore ogni bene.

Simona