6. La Legge dello Specchio

da “Le 7 leggi del buon Genitore in Evoluzione”

“Tuo figlio ti guarda, ti osserva, ti imita, registra … sei il suo esempio.”

Quante volte ci è capitato di sentir pronunciare ai nostri bambini e ragazzi frasette moraleggianti, saccenti, sarcastiche, consigli non richiesti, parolacce, abbiamo visto in loro atteggiamenti aggressivi o remissivi, insicuri o arroganti e abbiamo sentito un brivido scorrere lungo la nostra schiena … quello sono io, è suo padre/sua madre …! Quando riconosciamo in loro nostre qualità al contrario, ne andiamo fieri!

Sì, anche se è spesso difficile riconoscerlo, ci fanno da specchio. Ci rimandano indietro parti di noi che non vediamo, accettiamo o di cui non siamo consapevoli. 

I bambini hanno bisogno di noi per imparare a fare, a comportarsi, ad ottenere ciò che è essenziale alla vita.

Siamo il loro modello … ci imitano … poi replicano, sperimentano.

Non solo il loro corpo è “in costruzione”, lo è anche il loro cervello. E’ nel massimo della sua plasticità nei primi anni di vita. Il sistema nervoso è efficientissimo nell’immagazzinare informazioni, i neuroni si connettono in miliardi di circuiti per creare memorie ed associazioni. 

Ogni cosa che facciamo con loro o in loro presenza accende nuovi circuiti. In modo inconsapevole, naturale, sono come registratori accesi senza pausa.

L’apice di questa iper attività cerebrale, nervosa, avviene nei primi tre anni, dicono i neurologi, ancora fino ai 6/7 anni. 

In questi anni si strutturano anche le più profonde credenze su se stessi, gli altri e il mondo!

Crescendo, nella pubertà e nell’adolescenza avranno anche altre modelli, faranno altre esperienze, struttureranno la loro personalità in autonoma, “separandosi” giustamente da noi. Talvolta avranno necessità di creare nei nostri confronti forte opposizione, ma rimarremo comunque un importante fonte di ispirazione per loro, se ci vedranno come un valido modello. 

Che responsabilità!  Aiuto!

Sì, è proprio vero, se vogliamo fare del nostro meglio per il bene dei nostri figli è importante che miglioriamo noi stessi, che ci poniamo domande e troviamo le nostre risposte su cosa vogliamo per noi e per loro, quali sono i valori che vogliamo ispirare in loro. È necessario che affrontiamo i nostri “buchi” affettivi, le questioni non risolte, le nostre paure e insicurezze, che ci prendiamo la responsabilità di vivere più felicemente possibile.

Come ben sappiamo, sperimentandolo sulla nostra pelle, più si va avanti con l’età e più è difficile cambiare cattive abitudini e credenze limitanti, che condizionano negativamente le nostre vite.

Per fortuna, tuttavia, la scienza ci dice che il cervello è plastico anche dopo la sua completa formazione, che avviene intorno ai 21 anni (chi prima, chi dopo!) e che si possono ancora creare nuovi tracciati.

Cambiare è difficile dunque, ma non impossibile, e gli strumenti e le tecniche ci sono, se decidiamo di lavorare su noi stessi. 

E prima lo facciamo, prima possiamo correggere la rotta e aiutare i nostri figli a creare tracciati neuronali più positivi, là dove reputiamo di non essere stati buoni esempi.

 A noi la scelta!

Vi auguro dal cuore ogni bene.